

Le Cronache dell'Antimafia di Augusto De Luca
Conoscenza è libertà. Libertà è conoscenza. Libertà è responsabilità e, pertanto, pericolo.
Per questo la mia vita è orientata e devota al perseguimento, forse vano, della conoscenza, alla condivisione del sapere e al tentativo di produrre cultura. Ho imparato da uomini come mio padre, che hanno dedicato l'intera esistenza a combattere i soprusi e la criminalità.
"Criminale" è un termine molto spesso frainteso, troppo spesso circoscritto in maniera conveniente e limitante. Criminale è il pensiero, e da un pensiero criminale hanno origine azioni criminose volte al perseguimento del proprio tornaconto economico, sociale, politico e personale. Criminale è l'uomo che non persegue la verità per convenienza, per incapacità (la legge non ammette ignoranza!) e, spesso, per paura.
Ho ereditato da mio padre, capo di gabinetto dell'Alto Commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa, una collana intera di libri da lui scritti.
"Quando presi la decisione di scrivere una 'storia della mafia e dell’antimafia' dopo la soppressione dell’Ufficio dell’Alto Commissario alla fine dell’anno 1992, non immaginavo, neanche lontanamente, in quali difficoltà mi sarei andato a impelagare. In verità, il mio primo intendimento era quello di raccontare “solo” la vera storia di quell’Istituto speciale, creato dal Governo dopo l’uccisione del prefetto Dalla Chiesa, con la moglie e l’agente di scorta, il 3 settembre 1982, soppresso una decina di anni dopo, con la falsa motivazione di un suo asserito fallimento dovuto agli “scarsi risultati prodotti”, e alla incapacità di garantire il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine fra loro e con gli Organi giudizi. Il sottoscritto, nel corso della sua quarantennale carriera prefettizia..."
Eppure questi libri sono sempre stati ignorati dalle case editrici, evidentemente a causa della difficoltà di mio padre nel farsi largo all'interno di un settore in cui, troppo spesso, contano più l'apparenza e la visibilità mediatica che la sostanza e l'onestà intellettuale di cui scriveva.
Per oltre trent'anni Augusto De Luca ha scritto, in solitudine, migliaia e migliaia di pagine con un solo intento: raccontare la vera storia dell'antimafia di quegli anni, gli anni più terribili della storia del nostro Paese.
Fino all'ultimo giorno della sua vita, mio padre ha cercato case editrici e giornalisti disposti a dargli la parola. Nessuno si è fatto avanti. Nessuno ha avuto il coraggio, o forse la capacità, di comprenderne l'importanza.
Per questo, dopo la sua morte, avvenuta l'11 aprile 2022, quando Terre Sommerse, una piccola casa editrice indipendente romana dalle origini siciliane, ha manifestato interesse per la pubblicazione delle sue opere, ho iniziato il lavoro di editing dei suoi testi, senza modificarne il contenuto.
In questi anni sono usciti i primi due volumi del corpus del suo lavoro: Corvi, talpe, cimici e veleni, (dal 5 agosto 1988 al 3 agosto 1991) con prefazione di Alberto Francini, già questore di Catania e prefetto di Trento, e La Liquidazione, (dal 3 settembre 1991 al 31 dicembre 1992). È prevista per quest'anno l'uscita di Teorema Andreotti, Corollario Contrada (dal 1 gennaio 1993 al 3 marzo 1995).
Questi sono i primi volumi pubblicati, ma non i primi in ordine cronologico. Il lavoro di sistematizzazione e analisi di mio padre copre infatti un arco temporale che va approssimativamente dal 1980 al 2005.
Finora l'unico ad aver avuto il coraggio di scriverne è stato Paolo Prezzavento, critico letterario, sulle pagine della rivista online Pulp. Di seguito trovate i link ai suoi articoli.
Se sei un giornalista e desideri approfondire questa storia, contribuendo a rendere giustizia all'Alto Commissariato e a chi ha combattuto in prima linea per il nostro Paese, spesso rischiando la vita, puoi scrivere a:
cronachedellantimafia@gmail.com oppure francedeluca79@gmail.com
"Quando presi la decisione di scrivere una 'storia della mafia e dell’antimafia' dopo la soppressione dell’Ufficio dell’Alto Commissario alla fine dell’anno 1992, non immaginavo, neanche lontanamente, in quali difficoltà mi sarei andato a impelagare. In verità, il mio primo intendimento era quello di raccontare “solo” la vera storia di quell’Istituto speciale, creato dal Governo dopo l’uccisione del prefetto Dalla Chiesa, con la moglie e l’agente di scorta, il 3 settembre 1982, soppresso una decina di anni dopo, con la falsa motivazione di un suo asserito fallimento dovuto agli “scarsi risultati prodotti”, e alla incapacità di garantire il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine fra loro e con gli Organi giudizi. Il sottoscritto, nel corso della sua quarantennale carriera prefettizia..."
(Augusto De Luca)





