ChinaSurfReport (2011–2015)

Tra il 2011 e il 2015 ho ideato e sviluppato ChinaSurfReport, il primo progetto editoriale indipendente interamente dedicato alla promozione del surf e della cultura oceanica nella Repubblica Popolare Cinese.

Nato sull'isola tropicale di Hainan, considerata da molti le "Hawaii della Cina", il progetto si proponeva di raccontare un fenomeno allora quasi sconosciuto: la nascita del surf cinese contemporaneo.

In quegli anni vivevo a Tianjin con mia moglie cinese. Dopo il mio primo viaggio a Sanya nel 2006, avevo sempre desiderato trasferirmi lì per continuare a praticare il surf, la mia grande passione. Ma la realtà era ben diversa da quella che immaginavo: non esistevano surf shop, trovare una tavola era quasi impossibile e, guardando l'orizzonte, non si vedeva un solo surfista in acqua.

Nel 2010 il surf era ancora una realtà marginale. Le scuole si contavano sulle dita di una mano. La prima era Surfing Hainan, fondata dal californiano Brendan Sheridan a Sanya e successivamente trasferita nella remota Riyue Bay. Le informazioni disponibili in lingua cinese erano quasi inesistenti e la comunità locale stava appena muovendo i primi passi.

ChinaSurfReport nacque per documentare questa trasformazione e per creare un ponte tra la tradizione surfistica internazionale e una nuova generazione di surfisti cinesi.

La missione del progetto era offrire un'alternativa al modello di vita dominante nelle grandi metropoli della Cina in piena espansione economica. Volevo mostrare ai giovani cinesi che esisteva anche un'altra possibilità: vivere più vicini alla natura, all'oceano, al vento e alle onde. Dare loro un sogno in più.

Il progetto pubblicava articoli (anche su riviste cartacee come Outside Magazine, Cosmopolitan, Traveller and Coastal Life), interviste a figure leggendarie del surf come Kemp Aaberg, Bruce Brown e Sunny Garcia, reportage di viaggio, traduzioni, recensioni di libri e film, approfondimenti storici e contenuti dedicati alla cultura del surf intesa non soltanto come sport, ma come filosofia di vita, rapporto con la natura e ricerca interiore.

Surfing Hainan Open, 2014.
Surfing Hainan Open, 2014.

La base operativa di ChinaSurfReport si trovava a Houhai, sulla costa meridionale di Hainan. La redazione occupava un grande locale affacciato direttamente sulla spiaggia, diventato negli anni un punto di incontro per surfisti, viaggiatori e appassionati provenienti da tutto il mondo.

ChinaSurfReport contribuì a raccontare l'evoluzione di quella che sarebbe diventata una delle scene surfistiche più interessanti dell'Asia orientale. Nel corso degli anni il progetto collaborò con surfisti, fotografi, viaggiatori e operatori del settore provenienti da Cina, Europa, Australia e Stati Uniti.

L'esperienza di ChinaSurfReport coincise con un momento storico cruciale. Mentre nuove scuole e surf camp iniziavano ad apparire lungo le coste di Hainan, cresceva rapidamente l'interesse dei giovani cinesi verso gli sport oceanici e gli stili di vita alternativi. Oggi quella realtà è diventata un fenomeno nazionale; allora era una piccola comunità di pionieri.

Parallelamente all'attività editoriale, il progetto sviluppò una rete internazionale di relazioni che permise di entrare in contatto con figure storiche della cultura surfistica mondiale, tra cui John Severson, fondatore di Surfer Magazine. Rimane memorabile la fotografia di Bruce Brown che indossa una maglietta di ChinaSurfReport, simbolo del riconoscimento ottenuto dal progetto ben oltre i confini della Cina.

L'esperienza vissuta attraverso ChinaSurfReport ha successivamente ispirato il romanzo Karma Hostel, ambientato proprio nella Cina meridionale degli anni in cui il surf locale stava nascendo. Pubblicato da Il Foglio Letterario, il libro affronta non solo il tema del surf, ma anche questioni legate all'incontro tra Oriente e Occidente, al cambiamento sociale e alla ricerca di identità in un mondo sempre più globalizzato.

Oggi sto lavorando alla realizzazione di un adattamento cinematografico attraverso strumenti di intelligenza artificiale, con l'obiettivo di ricostruire fedelmente l'atmosfera, i luoghi e lo spirito irripetibile di quegli anni.

Perché sono tornato in Italia? Perché sentivo di aver completato ciò che ero andato a fare. Avevo contribuito, nel mio piccolo, ad accendere una scintilla. Molti dei giovani surfisti cinesi che oggi affollano le spiagge di Hainan probabilmente non conoscono né me né ChinaSurfReport. Ed è giusto così.

Quale gesto potrebbe essere più taoista di questo? Seminare qualcosa sapendo che forse non si vedrà mai il raccolto.

Purtroppo il sito subì in seguito un attacco informatico che ne cancellò gran parte dei contenuti. Oggi restano soltanto tracce sparse: articoli, fotografie, testimonianze, vecchi post sui social network e i ricordi di chi visse quell'avventura.

A distanza di anni, ChinaSurfReport rimane la testimonianza di un periodo irripetibile: quello in cui il surf cinese stava appena imparando a camminare.

Il leggendario Bruce Brown con la t-shirt di Chinasurfreport, California 2013.
Il leggendario Bruce Brown con la t-shirt di Chinasurfreport, California 2013.

La pagina sarà arricchita di molto materiale originale, inclusi articoli originali e interviste esclusive, prime tra tutte l'audiointervista originale a John Severson, esclusiva assoluta.

Screenshot dell'ultima versione di Chinasurfreport, sito purtroppo hackerato.
Screenshot dell'ultima versione di Chinasurfreport, sito purtroppo hackerato.